Skip to main content

Eventi e Notizie dalla Romagna | RiminiFree.it

Chiesa di Sant'Agostino di Rimini: orari, campanile e affreschi del Trecento

Chiesa di sant'agostino

Costruita nel XIII secolo in stile romanico-gotico, la chiesa di Sant'Agostino è una delle più antiche e più grandi di Rimini. Si trova in via Cairoli, a pochi passi da piazza Cavour, nel cuore del centro storico. Il titolo ufficiale è quello di San Giovanni Evangelista, ma fin dal Medioevo per i riminesi è sempre stata la chiesa di S. Agostino, dal nome dei frati che la ressero per oltre cinque secoli.

Le origini

Le prime notizie storiche risalgono al 1069, quando un atto di donazione la ricorda come piccolo oratorio con il titolo di San Giovanni Evangelista. Nel 1256 l'edificio veniva affidato all'ordine dei frati Agostiniani, che vi rimasero fino alle soppressioni napoleoniche.

Orari di apertura e visite

La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 7:30 alle 12:00 (la domenica dalle 8:00) e dalle 14:30 alle 17:30. L'ingresso è gratuito. Durante le funzioni religiose le visite vengono sospese.

Le visite sono permesse solo a piccoli gruppi e solo all'interno della navata: per accedere al presbiterio e al campanile è necessario essere accompagnati. Per informazioni e visite guidate ci si può rivolgere alla parrocchia di Sant'Agostino (via Cairoli 36, tel. 0541 781268).

La chiesa si trova all'interno della ZTL del centro storico: conviene lasciare l'auto nei parcheggi di piazza Ferrari, Ponte di Tiberio o Arco d'Augusto e proseguire a piedi. Dalla stazione ferroviaria sono circa dieci minuti di cammino lungo viale Dante.

campanile di s agostinoAlto circa 55 metri, il campanile è il più alto della città e per molto tempo ha avuto anche la funzione di faro per i marinai di Rimini. Su disegno di un architetto veneziano fu eretto sulla cappella destra della chiesa, che era già stata affrescata nei primi decenni del '300. Termina con un'altissima cuspide piramidale.

La culla del Trecento riminese

L'importanza di S. Agostino non è mai stata messa in discussione: la pittura riminese del '300 si può definire nata all'ombra del suo campanile. Giovanni da Rimini, considerato il caposcuola del "trecento riminese", abitava nella contrada di San Giovanni Evangelista, cioè di S. Agostino, e gli Agostiniani affidarono a questa scuola l'esecuzione degli affreschi della loro grande chiesa costruita ex novo.

Dell'originaria architettura gotica la chiesa conserva i fianchi, l'abside e lo svettante campanile; l'interno ha invece subito un rifacimento in forme barocche, con la decorazione affidata a Ferdinando Galli Bibiena intorno al 1720.

Gli affreschi riscoperti dal terremoto

Furono proprio gli intonaci e il controsoffitto settecenteschi a nascondere per due secoli il ciclo trecentesco, tornato alla luce solo dopo il terremoto del 1916. Gli affreschi rivelano la presenza di almeno tre artisti. A Giovanni da Rimini sono attribuiti quelli della cappella alla base del campanile, che narrano la "Vita della Vergine"; le pitture delle pareti absidali – il Cristo benedicente, la Madonna in trono, il Noli me tangere, le Storie di San Giovanni Evangelista – sono riferite al cosiddetto "Maestro dell'Arengo" e a un terzo artista non meno importante.

Una precisazione utile a chi programma la visita: questi affreschi si trovano ancora in chiesa, nell'abside e nella cappella del campanile, e restano l'unica testimonianza rimasta a Rimini, nel luogo per cui fu concepita, dell'attività della scuola giottesca. Al museo è invece finito il solo Giudizio Universale.

Dov'è oggi il "Giudizio Universale"

Il grande timpano del Giudizio Universale, attribuito a Giovanni da Rimini e databile tra il 1315 e il 1318, era dipinto sull'arco trionfale e riapparve anch'esso dopo il sisma del 1916. Tra il 1916 e il 1926 fu strappato, montato su tela e ricomposto nella Sala dell'Arengo, l'unico ambiente cittadino abbastanza grande da accoglierlo; nel 1991 alcune parti passarono al Museo della Città, mentre dal 2020 l'opera è stata esposta al PART – Palazzi dell'Arte Rimini.

Oggi l'affresco – di proprietà della Diocesi di Rimini – è tornato stabilmente al Museo della Città di via Tonini, cuore del nuovo allestimento del complesso. Dal 18 luglio 2026, con la riapertura di tutte le sale del museo, il Giudizio è stato rimontato a parete nella sua interezza nell'ala medievale malatestiana.

Nel frattempo l'opera è al centro di un progetto di restauro: nel 2025 Comune di Rimini e Diocesi hanno firmato un protocollo d'intesa per la conservazione a lungo termine del timpano, che presenta problemi strutturali legati all'invecchiamento dei supporti e dei sistemi di montaggio realizzati un secolo fa. Il cantiere sarà accompagnato da attività didattiche e divulgative aperte alla città.