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Pier Vittorio Tondelli: oltre la Rimini da cartolina

pier vittorio 1Originario delle pianure dell’Emilia Romagna, Pier Vittorio Tondelli, scrittore e artista colto e riservato, ha lasciato un segno profondo nell’immaginario della letteratura italiana degli anni Ottanta, prima con “Altri Libertini” e poi con “Rimini” il romanzo che smonta i miti vacanzieri della città romagnola.

Nato a Correggio, in provincia di Carpi, il 14 settembre del 1955, Tondelli visse l’infanzia tra le nebbie della pianura padana, che, con il loro orizzonte senza fine e i rumori ovattati sarebbero state immagini ricorrenti della sua poetica, prima in chiave realistica e poi sempre più simbolica.

Durante l’adolescenza, Pier Vittorio non solo scoprì la passione per la letteratura, con un occhio particolare per Ingerborg Bachman e Christopher Isherwood, e il mondo dell’arte e del cinema, ma capi anche di essere gay e questo ebbe un enorme influsso su tutti i suoi lavori.

Mentre scriveva i suoi primi articoli per alcuni quotidiani locali, Tondelli cominciò a sentire sempre più stretta la provinciale Correggio, con la sua educazione di chiara impronta cattolica, e capì che doveva andarsene al più presto per trovare una strada da seguire nella sua vita.

Fu cosi che nel 1974 Pier, come lo chiamavano i suoi amici più cari, si iscrisse al DAMS di Bologna, dove conobbe Umberto Eco, allora professore di Semiotica, che gli diede un ventinove, dopo aver letto attentamente una sua tesina sul mondo del vino, testo che anni dopo sarebbe diventata la base per il racconto – saggio “Un racconto sul vino” pubblicato nel 1988.

Nello stesso periodo Tondelli stava lavorando a un lungo romanzo sulla provincia romagnola, che venne bocciato da Aldo Tagliaferri, editor della Feltrinelli. 

Fu allora che Pier capi che non il romanzo, ma il racconto, era la sua vera dimensione narrativa, e in pochi mesi terminò la raccolta di racconti “Altri Libertini”, uscita nel 1980 per Feltrinelli, dove, con un linguaggio crudo e realistico, raccontava di notti in un bar, viaggi per l’Europa e amori omosessuali, senza sconti al buonismo della narrativa italiana di quegli anni.

Il successo fu immediato, ma altrettanto rapido fu l’intervento della censura, che sequestrò il volume e accusò Tondelli di oltraggio al pudore, successivamente le accuse caddero.

Partito per il servizio militare, Pier scrisse prima il racconto a puntate “Il diario del soldato Acci” poi, nel 1982, diede alle stampe il suo secondo romanzo “Pao Pao” sulle avventure di un giovane omosessuale durante il servizio militare.

pier vittorio 3

Da allora Tondelli non si fermò più, alternando articoli e pezzi di costume per i più noti quotidiani e settimanali italiani, che avrebbero portato al corposo saggio – romanzo “Un weekend postmoderno”, alla ricerca di nuovi autori della narrativa italiana.

Questo avrebbe portato a tre antologie tra il 1988 e il 1991, e la stesura di nuovi testi, come i “Biglietti agli amici” poi revisionati nel 1986 e il dramma teatrale “Dinner Party” del 1984, dove due fratelli, nella notte dell’11 luglio 1982, quando l’Italia vinse il Mondiale in Spagna, devono confrontarsi con i segreti di un passato ormai dimenticato da tutti.

Grazie all’aiuto del filologo ed editore francese Francois Wahl, nel 1985 Tondelli pubblicò per la Bompiani “Rimini” il suo romanzo più ambizioso.

Attraverso varie vicende, tra cui quella di un giornalista a caccia di scoop, di una ragazza tedesca alla ricerca della sorella e di una pensione caduta in rovina, lo scrittore emiliano fa a pezzi il mito della Rimini vacanziera, fino a sfociare in un epilogo dai toni grotteschi e apocalittici.

Sempre alla ricerca di un equilibrio nella sua vita, Tondelli si trasferì a Milano e nel 1989 diede alle stampe, sempre per la Bompiani, il suo ultimo lavoro “Camere separate” dove lo scrittore Leo, alter ego di Tondelli, cerca di andare avanti nella sua vita dopo la morte improvvisa dell’amante berlinese Thomas.

Ma tutti i progetti di Tondelli, tra cui una serie di “Sacre Messe”, saranno stroncati dall’AIDS, che il 16 dicembre del 1991 lo condurrà alla morte presso l’ospedale di Correggio, a soli 35 anni.  

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