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Alfredo Panzini e lo stile delle donne a Bellaria Igea Marina

Locandina

Bellaria Igea Marina celebra il centocinquantesimo anniversario della nascita dello scrittore Alfredo Panzini con una mostra dedicata ai suoi rapporti col mondo femminile, spesso al centro dei suoi romanzi e racconti.

Infatti non c’è opera di Panzini che non metta in scena personaggi femminili, al punto che lo scrittore arrivò a scrivere La penultima moda, in cui spiega che la moda non si può fissare, non si può realmente descrivere, in quanto cambia con velocità tale da essere imprendibile.

La mostra, curata da Marco Antonio Bazzocchi, documenta gli interessi di Panzini attraverso i ritagli dei giornali di moda che conservava custoditi nell’Archivio dello scrittore.

L’attenzione è puntata su alcune figure femminili che hanno segnato la sua carriera pubblica e la sua vita privata, come le intellettuali Margherita Sarfatti, Sibilla Aleramo, Ada Negri da una parte, la moglie Clelia e la figlia Matilde (Titì) dall’altra.

Margherita Sarfatti, grande amica di tutti gli scrittori e intellettuali dei primi trent’anni della storia italiana, fu per Panzini un’interlocutrice costante, a cui lo scrittore sottoponeva in lettura i suoi libri e chiedeva consigli, come dimostrano le quasi cinquanta lettere di lei conservate nell’Archivio.

A sua volta, la Sarfatti gli chiese di comporre un libro commemorativo per ricordare la morte del figlio Roberto durante la I guerra mondiale e gli pubblicò, sulla rivista Gerarchia, il discorso in onore di Pascoli che Panzini aveva pronunciato a Rimini nel 1924 alla presenza del Duce.

Sibilla Aleramo, autrice del romanzo Una donna, entrò in rapporto con Panzini grazie a Giovanni Cena, il capo redattore della rivista Nuova Antologia, dove lo scrittore pubblicò molte delle sue opere.

L’epistolario mostra un atteggiamento di grande ammirazione di Sibilla verso Alfredo, che fu quasi un consigliere nella vita avventurosa e tormentata della scrittrice.

La mostra ospita anche una sezione dedicata a Clelia Gabrielli, moglie di Alfredo, che intraprese l’attività di pittrice.

Grazie alle recenti ricerche condotte da Tatiana Ricci e Orlando Piraccini è stato delineato il profilo di un’artista conosciuta e apprezzata, molto legata al marito, ma anche parecchio indipendente nelle scelte e nei successi personali.

Intorno a Panzini e a Clelia si raccolse un gruppo di intellettuali e artisti di area romagnola, Renato Serra, come che discusse a lungo con Panzini sulla guerra, Marino Moretti, amico di Clelia fino alla sua morte, e Filippo de Pisis che interpretò la pittura metafisica in chiave marina, con forti assonanze con le atmosfere panziniane.

L’ultima donna importante nella vita di Panzini è l’ultimogenita Titì, entrata in convento pochi anni dopo la morte del padre, la sua presenza discreta è simboleggiata degli album di ritagli in cui conservava i ricordi paterni, come le lettere, oltre alle scarpine di bambina esposte come un segno affettuoso della sua presenza nella Casa Rossa.

La mostra è promossa dal Comune di Bellaria Igea Marina in collaborazione con l’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna a cui si deve la pubblicazione del catalogo nella collana Immagini e Documenti.

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