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I vitelloni e La prima notte di quiete: due immagini di Rimini nel cinema italiano

Il primo film a mettere in scena la vita di Rimini con i suoi riti e le tipiche abitudini estive è I vitelloni del 1953, che è considerato dalla critica mondiale come il primo capolavoro di Federico Fellini.

La trama è molto semplice: Moraldo, Riccardo, Leopoldo, Fausto e Alberto sono cinque giovani della miglior borghesia di Rimini che passano le loro giornate bevendo al bar e ironizzando su quello che gli circonda.

In un afoso pomeriggio estivo, la loro esistenza cambia radicalmente quando Fausto è costretto a sposare Sandra, la sorella di Moraldo, che dopo aver vissuto una notte di passione con lui  aspetta un bambino.

L’evento lascia profondamente scossi gli amici che cercano di andare avanti come se niente fosse accaduto, ma Moraldo comincia ad avvertire che la vita di provincia gli sta stretta e decide di recarsi a Roma con la speranza di trovare un lavoro nel mondo del cinema.

Gli altri amici continueranno nel loro tran tran fatto di bevute e chiacchiere, mentre Fausto, dopo aver tradito la moglie con la donna del suo principale, riceverà un duro rimprovero dal padre e tornerà dalla moglie e dal figlioletto ormai convertito ad una vita piccolo borghese.

Il messaggio della pellicola è chiaro; i protagonisti, che trascorrono il loro tempo in una oziosa vita da piccoli provinciali, sono come inerti di fronte alla possibilità che gli vengono offerte dalle grandi città come Roma e Milano, preferendo far finta di niente.

L’unico che alla fine riuscirà ad aprire gli occhi a trovare una via di fuga da tutto quello squallore e Moraldo, che rappresenta un palese alter ego dello stesso Fellini.

Se I vitelloni alla fine offriva una via di fuga da Rimini, in La prima notte di quiete, diretto da Valerio Zurlini nel 1972, ormai tutte le speranze sono andate in mille pezzi e neanche la letteratura sembra dare un qualche conforto.

In una Rimini invernale, il professore Daniele Dominici fa il suo ingresso nel liceo classico della cittadina, per lavorare come supplente.

Ben preso il professore è affascinato dalla bellezza di Vanina, una delle sue allieve, al punto che iniziano a frequentarsi, anche se Daniele convive con Monica, che dieci anni prima aveva abbandonato il marito per seguirlo nella sua vita errabonda.

Inoltre Daniele frequenta un gruppo di giovani ricchi e annoiati di Rimini, di cui fanno parte Gerardo Pavani, innamorato di Vanina e il giovane medico Giorgio Mosca, detto Spider, che malgrado le apparenze è dotato di una profonda sensibilità.

Ma i sogni del professore si infrangono bruscamente quando Gerardo gli rivela il segreto di Vanina, la ragazza è stata costretta dalla madre a prostituirsi con numerosi uomini, tra cui gli amici di Daniele.

Nonostante tutto Daniele è deciso a fuggire con Vanina e lascia Monica, ma all’ultimo momento temendo che quest’ultima tenti il suicidio, decide di correre da lei per ottenere il suo perdono.

La sua corsa disperata termina contro un camion che, in una nebbiosa mattina, pone fine alla sua vita tormentata.

Solo Spider parteciperà al funerale dell’amico di cui ormai ha scoperto il segreto; Daniele era l’unico figlio del comandante Dominici, morto da eroe nella battaglia di El Alamein.

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