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Giulio Cesare e Rimini : “Il dado è tratto” la storia è passata di qui

Il monumento che indica il punto dove Cesare passò il Rubicone

Nel 49 a.C. il fragile equilibrio tra Cesare e Pompeo arrivò all’inevitabile scontro militare, che avrebbe deciso il nuovo padrone di Roma.

Quando il Senato di Roma il 1 gennaio di quello stesso anno rifiutò tutte le offerte di un compromesso da parte di Cesare, l’eroe delle Gallie prese la decisione di marciare contro la sua città, anche se era ancora pieno di dubbi.

“Le vite dei Cesari” di Svetonio raccontano che Cesare, la notte prima di varcare il Rubicone, rimase sveglio, assorto nei pensieri  prima di recarsi sulle rive del Rubicone, dove si trovava la XIIIª legione.

All'alba del 12 gennaio del 49 a.C., Cesare avvertì i suoi uomini che se avessero attraversato quel ponte sarebbero diventati automaticamente nemici di Roma, ma questi decisero di rimanere al suo fianco.

Vedendo la loro determinazione Cesare disse "Andiamo là, dove i prodigi del cielo e l'ira dei miei nemici mi chiamano: il dado è tratto" e dopo aver detto queste parole  attraversò il Rubicone con i suoi legionari e occupò la città di Rimini dove lo aspettavano i tribuni a lui fedeli che avevano abbandonato Roma.

Dal momento che il diritto di veto dei tribuni era da sempre considerato  sacro ed inviolabile poichè proteggeva il popolo dall'arroganza dell'aristocrazia, tutti capirono che la loro presenza a Rimini era una prova concreta della violazione di questo diritto.

Come è noto, Cesare riuscì a sconfiggere i suoi rivali e divenne il solo padrone di Roma, segnando la fine della Repubblica Romana.

E’significativo notare che il grande  condottiero nel momento di entrare in Italia da nemico, decise di utilizzare proprio Rimini come la base delle sue operazioni.

Infatti chi controllava Rimini gestiva i traffici in pianura padana e poteva accedere a Roma seguendo la via Flaminia.

 

Successivamente il figlio adottivo di Cesare, Augusto, rimase molto legato a Rimini, come dimostrano la ristrutturazione e la pavimentazione della via Flaminia, ma anche l’erezione dell'Arco D'Augusto e la costruzione del Ponte di Tiberio

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