Le tre torri di San Marino

La Prima Torre o Guaita, con la pianta pentagonale, è stata edificata nel decimo secolo, ma è stata ricostruita più volte fino a diventare verso la seconda metà del XV secolo come la si vede oggi, mentre intorno al XVI secolo fu ricoperta con una copertura a spioventi.

La torre è stata soprannominata Rocca Guaita, “fare la guardia” nel dialetto locale, e tra le sue solide pareti, protette da un doppio girone murario, si riparava il popolo durante gli assedi. Lo stemma barocco di pietra sulla porta d'ingresso è il simbolo della Repubblica e risale al 1600, mentre prima era sul vecchio Palazzo Pubblico. La cinta interna è stata limitata dalla Torre campanaria e dalla Torre della Penna, mentre la porta superiore, a cui si arriva tramite una scala, è protetta da una bertesca risalente al 1481.

Nel cortile sono presenti alcuni pezzi d'artiglieria tra cui due mortai e due cannoni che sono utilizzati per una serie di scariche a salve dalla Guardia di Rocca nelle festività.
Sul secondo picco del Monte Titano, a circa 756 metri di altezza, si trova il Castello della Cesta o Fratta.

Costruita verso le fine del XI secolo, sempre di pianta pentagonale, la Seconda Torre in origine era la sede del corpo di guardia, ma ospitava anche alcune celle delle prigioni.
Con la fine del XVI secolo la Torre cadde in disuso fino a quando al 1930, per rimodernare il paese come conseguenza delle costruzione della ferrovia Rimini - San Marino si stabilì di restaurare i monumenti medioevali per incentivare l'afflusso turistico sul Titano.
Attualmente la torre ospita il Museo delle Armi Antiche con ben 535 oggetti tra armi bianche, armi in asta, armi da fuoco, archi, balestre, armature dal Medioevo fino alla fine dell'800.

La Terza Torre o Montale è databile verso la fine del XIII secolo.
E’ considerata la più piccola per le sue dimensioni, ma ha ricoperto un ruolo strategico, in quanto è collocata infatti nella migliore posizione per la vedetta.
Infatti è un fortilizio sempre con una pianta pentagonale, ed è stato restaurato diverse volte nel corso dei secoli fino al 1935.
L'interno è composto da una prigione profonda ben 8 metri detta il fondo della torre, mentre intorno al Montale si possono vedere grossi massi di roccia molto antichi, che sono sovrapposti in modo primitivo a formare dei muri.

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