Francesca da Rimini

francesca

Francesca da Rimini, un nome che evoca passione e tragedia, resa immortale da Dante nella Divina Commedia, Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basciò tutto tremante. Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante.

(Inferno, Canto V, versi 133-138)

descritta come ..un fiore in mezzo a tanto ferro. da Gabriele D’Annunzio nella sua Francesca di Rimini.

Da Dante in poi la tragica storia d’amore tra Francesca da Rimini e  Paolo Malatesta ha ispirato tantissimi artisti al punto da diventare, in epoca romantica, uno dei simboli della passione irrefrenabile.
In realtà i due amanti sono realmente esistiti, anche se ci sono giunte su di loro notizie frammentarie e a volte non coerenti.
Infatti nelle cronache del tempo non troviamo nulla sulla tragica fine di Paolo e Francesca, non una frase che racconti la loro passione e la loro tragica fine.
Tuttavia, pur con tutte le difficoltà del caso, è comunque possibile ricostruire la tragica storia dei due giovani cognati. La giovane Francesca apparteneva alla famiglia dei Polenta, che governò Ravenna dal 1282 al 1441.

La sua fanciullezza fu simile a quella di tutte la sue coetanee, fino a quando non le fu annunciato che avrebbe sposato per volontà della sua famiglia Giovanni Malatesta, figlio del signore di Rimini.
Anche se alcuni amici di Guido Da Polenta e la madre di Francesca erano contrari a quell'unione, il padre decise che tutto sarebbe andato secondo i suoi piani.
Secondo la leggenda, la giovane credeva di sposare Paolo, il fratello bello e gentile di Giovanni, non sapendo che questi la sposava a nome del fratello.
Quando scopri la verità, Francesca non poté fare altro che accettare la situazione, e malgrado avesse avuto due figli del marito e questi fosse profondamente innamorato di lei, non riuscì a dimenticare Paolo.
Essendo spesso lasciata sola dal marito nel castello di Gradara, Francesca ricevette varie volte le visite del cognato, e ben presto i due giovani caddero l'uno tra le braccia dell'altro.
Ma un servitore rivelò tutto a Giovanni, detto Gianciotto che un giorno finse di partire e sorprese la moglie ed il fratello da soli.
Mentre accecato dalla gelosia Gianciotto estraeva la spada, Paolo cercò di salvarsi fuggendo da una botola ma non ci riuscì e, mentre il fratello stava per colpirlo, Francesca si frappose fra i due, ma il marito li uccise entrambi.
Nel 1581 nella cripta della Chiesa di S. Agostino di Rimini, vennero trovati in un'arca di marmo due corpi che potrebbe essere quelli di Paolo e Francesca, che giacevano abbracciati in splendide vesti di seta, uniti per sempre oltre la morte.

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